Il progetto
Il progetto ThERA riflette l’impegno del CdE-DTC Lazio nella promozione di una ricerca
innovativa e ad accesso aperto nel campo del patrimonio culturale. Attraverso
l’integrazione tra competenze epigrafiche e metodologie digitali avanzate, ThERA
contribuisce alla conservazione, allo studio e alla fruizione pubblica di un corpus
unico di graffiti antichi. Il progetto rappresenta un modello virtuoso di
collaborazione interdisciplinare e di utilizzo delle infrastrutture digitali per la
produzione di nuova conoscenza e la tutela di testimonianze archeologiche
particolarmente fragili.
Simone Bozzato
Presidente, CdE-DTC Lazio
Il progetto ThERA
L'obiettivo del progetto ThERA è la pubblicazione ad accesso libero di
un archivio digitale di iscrizioni provenienti dall'“Agora degli dei”,
situata su un banco roccioso dell'isola di Santorini (l'antica
Thera). È stata prodotta una scansione ad alta risoluzione di ciascun
calco, accompagnata da una scheda epigrafica e dalla sua
geolocalizzazione su una mappa dinamica.
L’Agorà degli Dei a Thera conserva una notevole concentrazione di graffiti rupestri,
molti dei quali sono di carattere votivo o riportano nomi personali.
Queste iscrizioni, incise sulle superfici rocciose naturali che circondano l'area sacra,
offrono preziose informazioni sulle pratiche di scrittura informale e sull’interazione degli individui all'interno dello spazio sacro.
Si tratta generalmente di testi brevi, spesso costituiti da un solo nome, da un epiteto divino o da termini a connotazione erotica,
a testimonianza del carattere spontaneo dell’atto scrittorio.
I graffiti presentano due principali tecniche di incisione.
La più comune consiste in un solco ampio e poco profondo, tracciato con uno strumento a punta larga, ampiamente utilizzato tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.
La seconda tecnica prevede invece un solco stretto a forma di V, di circa 2 mm di larghezza, ottenuto con uno strumento appuntito.
Anche l’impaginazione delle iscrizioni è variabile: alcune sono collocate in modo irregolare sulla superficie rocciosa,
altre seguono i margini naturali della roccia, mentre diverse sono inserite in una cornice.
Un caso particolare è rappresentato dall’iscrizione nr. 567 (IThera057), che presenta tre semicerchi all’esterno della cornice.
Fondi e team
ThERA fa parte del Extended Partnership project "CHANGES" (CUP
B83C22005060006 Project Code: PE000020, ‘Education and Research’-
Component 2 ‘From Research to Enterprise) sotto il Tema 5, "Humanities
and Cultural Heritage as Laboratories of Innovation and Creativity,"
funded by the European Union – NextGenerationEU, nell'ambito delle
attività assegnate all'Associazione Centro di Eccellenza DTC.
Il progetto è coordinato da Alessandra Inglese, docente di Storia greca ed
Epigrafia presso l'Università di Roma “Tor Vergata”, e realizzato con il
contributo tecnico-scientifico di Valentina Mignosa, Marika Griffo,
Simone Lucchetti, Luigi Tessarolo e Virgilio Costa.
ThERA propone, per la prima volta, la digitalizzazione dei calchi a
secco attraverso un'attività di ricerca interdisciplinare, volta a
valorizzare questi documenti non solo come riproduzioni di iscrizioni,
ma anche come beni culturali da conservare e valorizzare.
Alessandra Inglese, Professoressa di Storia greca ed Epigrafia greca,
Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte
dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, PI del progetto ThERA e Responsabile di EpiLab (Laboratorio di Epigrafia),
Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Valentina Mignosa, Ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari
Venezia. Responsabile della struttura e dei contenuti delle pagine web,
delle schede epigrafiche, e dell’adattamento della mappa archeologica.
Marika Griffo, Architetto e ricercatrice in rilievo digitale e in storia dell'architettura.
Responsabile della digitalizzazione dei calchi e della loro visualizzazione online.
Simone Lucchetti, Architetto e ricercatore in rilievo digitale e in storia dell'architettura.
Responsabile della digitalizzazione dei calchi e della loro visualizzazione online.
Luigi Tessarolo, specialista in digital humanities e infrastrutture di ricerca digitali.
Responsabile dello sviluppo e della implementazione del sito web.
Virgilio Costa, Professore di Storia greca, Dipartimento di Studi letterari, filosofici
e di storia dell’arte dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Collaboratore scientifico del
progetto.
Obiettivi della digitalizzazione dei calchi
Esistono due metodi principali per realizzare un calco, ossia
l'impressione di un'iscrizione su un supporto durevole: il calco
del tipo 'squeeze' (realizzato per percussione su apposita carta inumidita) e
il calco a secco (realizzato per sfregamento).
Nel primo caso, l'impronta viene creata premendo un foglio umido di
carta speciale sulla superficie dell'iscrizione. La carta, una volta
inumidita, viene pressata nelle aree incise utilizzando una spazzola
apposita per garantire che ogni dettaglio del testo venga catturato.
Dopo l'asciugatura, la carta si solidifica in un calco che riproduce
l'iscrizione in negativo e in modo tridimensionale, restituendo così
fedelmente la profondità e la consistenza dell'iscrizione.
Esempio di calco del tipo 'squeeze'.
Dettaglio del calco dell'iscrizione FD III 2.137 (I colonna). Fonte:
EpiLab Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Foto di Martina Pontuali. Tutti i diritti riservati.
Il secondo metodo, il calco a secco o frottage, consiste nell'appoggiare
un foglio di carta sottile e flessibile (carta da schizzi) sulla pietra
e nell'utilizzare un panno morbido, elastico e non poroso per spargere
la polvere di grafite sulla carta. Il pigmento aderisce alle aree in
rilievo lasciando intatte le parti incassate, creando un'immagine
bidimensionale dell'iscrizione. Entrambe le tecniche sono strumenti
essenziali per la documentazione e lo studio delle iscrizioni antiche,
soprattutto quando si tratta di documenti in situ e soggetti a erosione.
Il calco, tuttavia, soprattutto se del tipo 'squeeze', può danneggiare lo strato più superficiale del documento e la pietra stessa, se molto friabile.
Esempio di calco a secco (fr. frottage, en. rubbing).
Calco nr. inv. EpiLab-rtv-rub-004 dell’iscrizione IG XII.3.1313 = IThera028
Produzione del calco a secco in loco. Santorini, Agora degli dei, Alessandra Inglese
La qualità dei calchi varia a seconda dello stato di conservazione dei
documenti. I calchi possono talvolta rivelare tracce sulla pietra non
visibili nell'autopsia, come il graffito in IThera028 (IG XII 3, 1313;
vedi
qui): l'incisione della nave era invisibile a occhio nudo e il suo riconoscimento è stato possibile solo grazie al calco.
I calchi delle iscrizioni dell'Agora degli Dei sono archiviate nel
Laboratorio di Epigrafia Greca dell'Università di Roma Tor Vergata.
L'obiettivo della loro digitalizzazione non è solo la loro conservazione
per il futuro - sia i frottage che le iscrizioni rupestri dell'Agora
degli Dei sono continuamente esposti all'erosione e al dilavamento - ma
anche il loro facile accesso da parte degli studiosi e del pubblico.
Per garantire la piena fruibilità del calco e l'uso come fonte
documentaria, abbiamo deciso di aggiungere tutte le informazioni
rilevanti sul testo e sul calco stesso in singoli record epigrafici in
TEI EpiDoc. Ogni scheda include non solo le informazioni principali
sull'iscrizione , inserite sulla base dell'edizione Inglese 2008 e
dell'edizione Hiller in IG, ma anche dettagli tecnici sulla paleografia
e sulle caratteristiche del supporto e del suo contesto.
Digitalizzazione dei calchi: aspetti tecnici e strumenti
Nel contesto della digitalizzazione di oggetti tangibili del patrimonio
culturale, la creazione di copie digitali ad alta risoluzione di
superfici piane come dipinti, murales, incisioni, manoscritti e opere
simili consente di visualizzare dettagli difficili da distinguere a
occhio nudo.
Nel caso del frottage, l'acquisizione digitale è bidimensionale a causa
dell'assenza della terza dimensione o, più precisamente, dello spessore
minimo della carta utilizzata per il processo.
Dettaglio del calco digitalizzato.
Calco nr. inv. EpiLab-rtv-rub-007 dell’iscrizione IG XII.3.551 = IThera044
Digitalizzazione del calco attraverso fotografia
gigapixel ad assi paralleli multipli.
La tecnica utilizzata per digitalizzare i frottage è la fotografia
gigapixel ad assi paralleli multipli. Questo approccio consente di
ottenere una grande qualità dell'immagine (superando la fotografia
nodale grazie alla maggiore vicinanza al soggetto) evitando il contatto
fisico con il documento che è necessario nella scansione.
Per maggiori dettagli, consultare il nostro articolo: Alessandra Inglese, Valentina Mignosa, Marika Griffo, Simone Lucchetti (2025). A Heritage of Paper and Stone: The ThERA project. Science and Technology for Cultural Heritage 1, vol. 33, pp. 63-77.
Sito archeologico
Pianta del settore scavato del sito di Thera. Fonte: J.W. Sperling,
Thera and Therasia, Athens 1974.
Agora degli dei. Fotografia di A. Inglese.
Ringraziamenti
Il progetto ThERA ringrazia il Ministero della Cultura greco e l’Eforato delle Antichità delle Cicladi per il supporto e per aver concesso l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini digitali delle iscrizioni e dei relativi calchi epigrafici. La riproduzione è consentita esclusivamente per questo utilizzo. Tutti i diritti restano di proprietà del Ministero della Cultura greco.
Licenza
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